sabato 30 aprile 2011

Scala di note


C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile portandomi fuori dal buio
Finalmente posso vederti limpido
Vai e vendermi e lascerò la tua nave lì
Vedi come parto con pezzi di te
Non sottovalutare le cose che farò

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile portandomi fuori dal buio

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
Mi innamoro
Potevamo avere tutto
Andiamo insieme
Avevi il mio cuore e la mia anima
Te li sei giocati.

Amore non ho nessuna storia da raccontare
Ma ho sentito una di te
Ti farò bruciare la testa
Pensando a me nel profondo della tua disperazione
Facendo una casa là
Ti ricorda della casa che abbiamo condiviso
Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro

Mi innamoro
Potevamo avere tutto
Andiamo insieme
Avevi il mio cuore e la mia anima
Te li sei giocati.

Butta la tua anima
Conta le tue benedizioni per trovare cosa stai cercando
Trasforma il mio dolore in oro prezioso
Mi hai pagato in natura ora raccogli ciò che hai seminato
Potevamo avere tutto
Potevamo avere tutto
Tutto, tutto,
Potevamo avere tutto
Andiamo insieme
Avevi il mio cuore e la mia anima
Te li sei giocati.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che paura spiccare il primo volo,
quanto coraggio per lasciare la terraferma e affrontare l'ignoto
ma poi che felicità librare nel cielo,
che libertà,
quella libertà che ti rende unico

Lascia volare quel gabbiano che hai rinchiuso nel tuo cuore,
scopri e gioisci delle emozioni che potrà regalarti…

P ha detto...

<il titolo del blog ricorda la mia vita....



La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.


....devo finire di studiare le carte e poi....

domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.

Anonimo ha detto...

Ci sono delle cose che succedono
Ci sono tante cose che non tornano
Ci sono delle cose che “non possono”
Eppure “sono”!

Ci sono delle cose bellissime
Che durano lo spazio di un secondo
E poi tutta la vita dura un secolo
…se sei fortunato?!